Luca D. Majer
Musica  ed altro  
 


Cosa c'entrano i Dakota con Spotify?

Frances Desmore, autrice di “Teton Sioux Music” (1918) 

 

 

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Senza dubbio la musica è sempre stata - per un verso - una ‘droga’ insostanziale che agisce sul nostro cervello creando appunto un legame, un vinculum, che altera il nostro stato. Perché, d’altra parte, viene proprio viene suonato il coro della Nona di Beethoven quando il concorrente vince 300.000€ a quel tale ("Affari tuoi") spettacolo televisivo? Perché il tripudio degli spettatori?

Dalla sua, il lato semantico della musica - lontano dallo stimolo cinetico dei sensi dei pieni orchestrali Wagneriani o di un boom-bass - è pure esso in grado di cambiare il nostro stato animo, magari dando idee, come in Lady Marmalade (quanti bambini ha fatto nascere “Voulez-vous coucher avec moi, ce soir?”) Insomma, la musica non è un passeggero della vita, piuttosto uno dei macchinisti della locomotiva. 

 

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Dalla parte positiva della faccenda, il vincolo creato dalla “Nona” di Beethoven e in genere dalla musica porta miglioramenti vitali, in un gioco - tra musica e individuo - con somma diversa da zero. È il caso delle terapie del Gong o della Tuning Fork. O del suonare uno strumento (o cantare) - cosa che uno studio ha rilevato aiutare gli affetti da demenza nelle facoltà esecutive, con una correlazione positiva anche tra livello di abilità musicale in generale e la ‘working memory.’
 
Un altro studio (questo della University of Vermont College) conferma che la musica fa bene allo sviluppo cerebrale dei giovani [almeno] fino ai 18 anni. 
 
Guardando altrimenti la faccenda, mi colpisce leggere di quelle registrazioni effettuate nel 1912 e nel 1915, con la “Creek Women’s Society of the Mandan” dei Sioux dei monti Teton: a tre anni di distanza, le canzoni furono ri-eseguite esattamente nella stessa tonalità e con lo stesso tempo. Che dietro quelle frequenze e quei ritmi si celassero credenze (o addirittura misteri) animisti?
 
[NB: I Sioux - nella loro lingua: Dakota in dialetto Santee; o Dakola in quello Teton - sarebbero cessati di esistere ‘allo stato brado’ già con l’ultima danza del Sole del 1881 e con l’ultima Grande caccia al Bufalo del 1882. Per chi ama ‘sti cosi c’è il libro edito dallo Smithsonian “Teton Sioux Music” (1918) di Frances Desmore, una che si prese la storica briga di registrare le canzoni dei Dakota; trovate lo scan pdf della I ediz. del libro a gratis in rete.]