Luca D. Majer
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1029 GIORNI DI CONTROLLATA FOLLIA

Una breve scorribanda sulla Beatlemania, tra ottobre 1963 e agosto 1966.

 

"Anassagora asseriva che la neve è nera, ma nessuno lo credette. Gli psicologi sociali del futuro avranno svariate classi di allievi sui quali provare differenti metodi e produrre un'incrollabile convinzione che la neve è nera." 
Bertrand Russell, 1951

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

"La cresima di Elvis arrivò il 5 giugno, il bis da Miltie (che era così famoso da esser noto come "Mr. Television"). In quel mitico show gli fece il Miltie: "Elvis credi che se facessi tutte quelle mossette che hai fatto tu, potrei  farmi tutte le ragazze che ti fai tu?" Elvis - in una gag evidentemente scritta per creare mode per teenagers - rispose: "Beh, potrebbe aiutarti a trovare delle ragazze, ma alla tua età dovresti preoccuparti di tenere il sangue in circolazione." Il che forniva un parallattico squarcio sui successivi cinquant'anni: ormai potevi essere solo giovane, o vecchio, nessuna via di mezzo, nessun ostaggio."

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"Brian cita un saggio del '64 di Vance Packard (l'esperto di comunicazione autore di "The Hidden Persuaders") a spiegare la follìa collettiva generata dal fenomeno Beatles:

I Beatles, sotto la tutela del sig. Epstein, hanno accentuato il volere soddisfare altri bisogni inconsci dei teenagers. Con il loro nuovo look non sono più dei duri, ma dei monelli piuttosto amabili, se non coccolosi. Con le loro giacche senza collo e le smorfie infantili, sono riusciti a tirar fuori l'istinto materno che è nelle ragazze."

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"Più facili da notare [negli anni della Beatlemania] furono i cambiamenti architettonici: una pacchia promossa tirando in ballo Le Corbusier e visionari progetti e abituali astrazioni come "progresso" e "modernità", anche se "era probabile che i motivi fossero più prosaici di quelli", come ha convenuto recentemente persino The Independent. Interessi privati spinsero questa nuova moda che, senza una pianificazione urbanistica degna di tal nome, consentì la distruzione di residenze settecentesche, centri storici, interi quartieri di piccole case dalla loro umile dignità proletaria e la loro sostituzione con tower-blocks (i grattacieli, odiati dagli inglesi, amanti del giardinaggio e di case a due piani), autostrade e distese di edifici pre-fabbricati che modificarono irrimediabilmente la toponomastica urbana in questa "stagione eroica" dei palazzinari inglesi.

Un esempio fu Hulme Crescents a Manchester, un serpentone massiccio di sei piani d'edilizia sociale acciaccato da irrisolvibili problemi  strutturali (umidità dovuta a cattivo isolamento, infestazioni di parassiti etc.) e un eccezionale tasso d'inquilini scontenti: nel '75 un sondaggio stabilì che il 96% dei condomini voleva andarsene via. Verrà distrutto negli anni Ottanta dopo esser stato abbandonato, squattato ed aver ospitato night-clubs illegali."

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Pubblicato da Tuttle Edizioni, Farneta (AR), Toscana, Italia. Lo trovate anche su Amazon.